EDUCARSI ED EDUCARE AL BENESSERE PELVICO E SESSUALE

A SCHIO DA OTTOBRE 2017  A MAGGIO 2018

UN PERCORSO DI PROFONDA CONSAPEVOLEZZA FEMMINILE

Educarsi  ed educare al  Benessere Pelvico e Sessuale significa  aiutare la donna a tirar fuori dal suo profondo quelle abilità fisiche ed emotive che le permettano di tornare ad abitate una parte tanto importante del suo corpo, la sede della vita e del piacere e vivere appieno la dimensione corporea e sensoriale nella relazione con il partner.

In occidente la sessualità è diventata scienza. Il filosofo Foucoult mette in evidenza le differenze tra approccio scientifico occidentale e approccio all’eros dell’oriente inteso come arte.

Arte  si identifica con un sapere pratico e viene trasmessa segretamente attraverso la parola da una donna all’altra. L’ars erotica è elisir di lunga vita ma anche strumento di accesso a stati estatici e lungi dall’essere separata dalla spiritualità ne è parte integrante.

Ma cosa è avvenuto in occidente?

Cominciò Platone dividendo il mondo delle forme da quello delle idee. Proseguì Cartesio con i concetti di res cogitans e res estensa. Il dualismo si è manifestato in varie forme nella nostra cultura. La tendenza a considerare superiore la mente rispetto al corpo è stato portata  avanti per secoli fino alle sue estreme conseguenze. La mortificazione del corpo, l’autoflagellazione, l’esclusione del piacere dalla procreazione ne sono alcuni esempi.

In tutto questo proprio le donne per prime si solo lasciate eleggere “custodi” della morale diventando sentinelle di altre donne. Giudicando, stigmatizzando, escludendo, quelle donne che tentavano di emanciparsi o vivevano la sessualità in modo libero.

Le “curandere” però non hanno mai smesso di vivere, magari al margine, magari escluse ma presenti come un punto di riferimento fondamentale per il villaggio e per le altre donne.  La levatrice, l’erborista, la donna di piacere fanno parte di quel femminile sommerso che ora chiede di uscire alla luce del sole per aiutare la moderna società nell’importante e difficile compito della REINTEGRAZIONE DEL CORPO E DEL SESSO  nella vita emotiva e spirituale.

 

Come può migliorare la nostra vita e quella delle altre donne?

 

Sono circa 2 milioni  le donne che in Italia accusano problemi connessi con la funzione urinaria, un numero molto maggiore rispetto ai paesi nord europei dove l’educazione alla corporeita’ ed alla sessualità è radicata da anni.

Le attività di prevenzione di questa problematica sono scarse e poco strutturate. Spesso la donna non parla del suo problema ma lo custodisce segretamente perché le provoca vergogna. Perdere urina mentre si fa la spesa, facendo l’amore, starnutendo mina fortemente l’autostima di una donna e il rivolgersi ad uno specialista  è un’ammissione che qualcosa, dopo il parto, nel corpo è cambiato. Questo fa paura e spesso il problema  viene minimizzato o negato emergendo spesso con solo con  figure amiche con le quali si ha un rapporto confidenziale.

Anche l’anorgasmia fa parte del sommerso e silenzioso mondo emotivo femminile. Un numero sempre crescente di donne  lamentano questa disfunzione, accompagnata da una sostanziale incapacità di comunicare la propria condizione al partner (molto spesso a causa dell’imbarazzo provato). Un problema che ha origini diverse, ma fortemente condizionato dalla cultura e dall’educazione.  A questo si aggiunge lo stile di vita, stress e emozioni cronicamente trattenute portano infatti ad una contrazione spastica dei muscoli pelvici che ne “anestetizza” la sensibilità. Non tutte le donne hanno  una problematica psichica a monte del mancato orgasmo ma spesso ciò che le accomuna è una mancata esperienza di autoerotismo e dialogo nell’intimità col partner.

Questo percorso è dedicato alle donne che desiderano fare un viaggio profondo nella propria sessualità accompagnate e sostenute da altre donne.

 

E’ altresì rivolto alle  figure che possono “integrare” questa formazione nella propria attività professionale, ognuna nel proprio ambito di competenza: fisioterapiste, ostetriche, medici,  insegnanti di educazione fisica, insegnati di yoga, psicologhe, direi genericamente, donne che per la loro attività si trovano a entrare in contatto con altre donne e pensano che questo percorso possa fornire loro strumenti utili.

 

Com’è strutturato il percorso

Il percorso si struttura in 4 domeniche nell’arco di un anno accademico e si tiene a Schio, Vicenza, presso lo Studio De Chino.

La continuità educativa permette alla donna  di apprendere gradualmente non soltanto i concetti teorici di base ma soprattutto di acquisire la competenza di “approccio” alla donna e al suo vissuto che, soltanto attraverso un percorso graduale e personale diventa “sapere pratico” e quindi fruibile una volta terminato il  percorso formativo.

Impareremo a riconoscere quello che “di buono” le nostre madri ci hanno insegnato, a sentire nel nostro corpo “ciò che ci piace e ciò che non ci piace”, a separare la paglia dal grano come nella favola di Vassilissa dove la Baba Jaga, saggia strega siberiana, insegna alla bambina a distinguere il bene dal male attingendo dal proprio istinto ( la bambolina) e non da un sapere precostituito.

Daremo valore alla cose che già sappiamo usando il corpo come strumento di apprendimento e integreremo queste conoscenze con nuove esperienze.

Attraverso pratiche di percezione pelvica, pratiche danzate, esercizi individuali ed a coppie acquisiremo competenze osservative ed educative utili nella conduzione di gruppi di consapevolezza pelvica e sessuale.

Completeremo le nostre conoscenze attraverso un percorso di educazione al contatto  atto a familiarizzare con il corpo e le sue aree di piacere.

Questo percorso ci permetterà di insegnare poi ad altre donne ad “amarsi” e a “sentirsi” e trasmettere questa “cultura del contatto fisico” anche ai propri partner.

VERRA’ CONSEGNATO ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE , materiale didattico e le musiche per le pratiche. Portare chiavetta usb.

Sede e costi: il percorso si terrà in  4 incontri domenicali da ottobre a maggio.

Il costo è di 400 euro fatturati e detraibili come spese mediche in quanto il percorso è innanzitutto un lavoro su di sè e  per se stesse.

Va versato un acconto di 150 euro come quota di iscrizione e il saldo entro il secondo incontro .

Effettuare il versamento  a Stella De Chino

Unicredit filiale di via Fleming specificando la causale ( causale :  riabilitazione uroginecologica)