1

Discussione: Il corpo vissuto..il corpo usato

Il corpo vissuto non sempre è oggetto di attenzione..il corpo infatti è spesso usato e usurato...



Per lavoro interagisco con il corpo delle persone..e mi ritrovo spesso a chiedere "cosa ama il suo corpo?". Le persone si stupiscono che una fisio faccia una simile domanda. Dovrei infatti chiedere:"Dove ha dolore?".

Ma io penso che alla base di ogni patologia vi sia anche la capacità di trovare soluzioni denro di sè per migliorare lo stato di benessere e salute.


E così la domanda la faccio anche a voi amici...cosa ama il vostro corpo?
Cosa lo fa stare bene ? Che attività o che..passività?...che danza, che sport, che paratica yogica, che.....fisicità relazionale?

Che tocco ama e che tocco rifiuta?
Preferisce il movimento lento o veloce?...
In che elementi della natura sta bene ( nell'acqua, in montagna, in un bosco..)





a voi la parola e magari altre domande....

"Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l'anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore."Alda Merini

Re: Il corpo vissuto..il corpo usato

Sarebbe interessante conoscere qualche risposta dei tuoi pazienti a una simile sorprendente domanda.

Da parte mia, ti dirò che, riflettevo proprio ieri, i corpi delle persone che mi stanno accanto nella vita quotidiana, compreso il mio, sono usati come macchine. Non per dire che sono abusati, consumati dal lavoro, ma per dire che sono usati in modo utilitario. E senza alcun piacere insito nel condurle, queste macchine, o nel percepirne i messaggie le reazioni, pur se fortunatamente è a volte piacevole la strada che si percorre, ovvero il lavoro che si fa con tali macchine.

Macchine che vanno alimentate, e piuttosto bene, non mi manca niente quanto ad alimentazione; macchine che vanno lavate ogni giorno altrimenti puzzano, e nessuno ne vuole sentir l'odore, e io mi lavo; macchine che devono dormire a una certa ora sennò domani lavorano male, e tra due ore nanna.

Difficile, dunque, per come sono (mal)messo, rispondere alla tua domanda, pur chiara e precisa. Io devo ricorrere alla memoria, per rispondere. E ti dò risposte sgangherate, arrugginite.

Mi fanno stare bene le attività che mi relazionano all'ambiente e che mi fanno interagire materialmente con esso, si tratti di un cantiere edile in centro città o di un'isola deserta. Fortunatamente spesso riesco a ottenere questo benessere lavorando, ma il rischio di ridursi ad essere 'macchina' diventa sempre più spesso realtà.

Passività? qualsiasi situazione di cui io mi fidi è una situazione cui mi abbandono volentieri, e ce ne sono tante.

Fisicità relazionale? Dedicarsi del tempo per conoscersi. In ogni senso, dal più intellettuale al più carnale. E non a parole, nè a gesti scambiati. Per iniziare a conoscere davvero qualcuno, non passerei mezza giornata a tavola, nè in conversazione, nè a letto; ma a lavorare insieme sì. Spaccando pietre o lavorando il merletto, non importa. Il tocco della mano, ad esempio, anche della propria, si apprezza osservandolo e notandone le interazioni con l'ambiente ancor prima che sentendolo su di sè o dandolo ad altri. Fatte queste presentazioni, l'unico limite che pongo alla fisicità relazionale sono i due metri quadrati di pelle che ho.

Che tocco amo? Quello volontario e mirato.

Che tocco rifiuto? Quello superfluo.

Velocità? Qualsiasi, se inferiore a quella del mio respiro.

Elementi della Natura? Acqua, bosco sono brulicanti di vita. La montagna è un po' troppo minerale, ma dipende dall'altitudine.

Re: Il corpo vissuto..il corpo usato

Il mio corpo ama le carezze...

Ama l'acqua...e la terra...
Ama il vento..
e la sabbia nei piedi.
Il mio corpo ama.

I giorni vengono distinti fra loro, ma la notte ha un unico nome.
Elias Canetti