Il forum di ERMES

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#1 2009-01-27 01:06:14

Epicuro
Iscritto
Registrato: 2008-08-08
Messaggi: 73

Lo Yoga nelle cose fatte

Magocispo ha scritto:

... non importa cosa si fa, qualunque cosa fatta con consapevolezza e attenzione è yoga.
E allora perché dico che i gatti ne sono maestri?
Perché se tu li osservi ben bene potrai notare che qualunque loro azione o non azione è eseguita con assoluta attenzione, sono perfettamente consapevoli delle loro capacità e dell’ambiente che li circonda, sono in sintonia con la natura, traggono informazione dallo spazio intorno a loro, e quando fanno qualcosa come ad esempio cacciare un uccellino o un topolino o cercare di prendere una farfalla non si preoccupano di sbagliare, semplicemente dedicano tutta la loro attenzione a ciò che devono fare, diventano l’azione.
...
Fanno cose incredibili, ma non per dimostrare la loro abilità ad altri, e nemmeno per vincere competizioni, ma semplicemente per esprimersi nella loro natura.
...

Io agisco con consapevolezza e attenzione, in sintonia con la natura (la mia, perlomeno) e traggo informazione dalla spazio intorno a me come hai descritto sopra, o non agisco. Non dimostro, non mi preoccupo di sbagliare, divento azione e non competo: mi esprimo. Nella mia natura di uomo.

I miei principali problemi di relazione con gli umani, che mi provocano dolore esistenziale e intima solitudine, sono:

1) mi trovo circondato da persone che agiscono in modo scoordinato alla loro natura e da cose che sono il risultato delle loro azioni;

2) (che probabilmente è una conseguenza del punto 1) nessuno mi osserva con la stessa attenzione e desiderio di comprensione dell'espressione che riserva invece a un qualsiasi animale domestico, e pensare che a me basterebbe la metà dell'attenzione che gli umani riservano in generale ai loro gatti per essere felice.

Credo che questa condizione sia comune a molti. La mia domanda è: perchè ci siamo 'ridotti' ad essere così attenti ai nostri gatti (anch'io ne ho una) e disattenti agli umani? Non sarà anche per questo che gli umani agiscono in modo via via sempre meno coordinato alla loro natura (vedi punto 1)?

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#2 2009-01-28 22:02:43

magocispo
Moderatore
Registrato: 2007-07-21
Messaggi: 222

Re: Lo Yoga nelle cose fatte

Ah Oscuro Epicuro, avvolto dalle tenebre e dalle nebbie, circondato da maldestri e incapaci snaturati o denaturati.
Ma qual è la nostra natura?
Come possiamo districarcene?
E ancora, sei sicuro di essere connesso con la tua natura?
Ma cos’è sta cazzo di natura?
E perché tutte ste domande?
sballato

Perché creano dubbi, che al contrario delle certezze ti possono dare delle risposte.
Il processo per arrivarci è semplice, ma non facile.
E’ difficile, perché è semplice.
linguetta

Per “natura” intendiamo l’origine delle cose, gli elementi e le leggi che le compongono e le fanno funzionare, il mistico è colui che studia la natura, la osserva, la contempla e se ne immerge.
Contrariamente a ciò che si pensa, il mistico è letteralmente immerso nella pratica quotidiana delle azioni, vive il presente e lo percepisce nelle sue innumerevoli sfumature.

Per “mente” intendiamo la coscienza.

Il corpo non è una meravigliosa o meno “macchina”, è l’estensione nel mondo fisico della nostra coscienza, ciò che ci permette di interagire nella manifestazione tridimensionale.
Siamo un sistema complesso “mente-corpo”.

Dici che tu sei connesso con la tua natura, sicuro?
Nel post su “spaziocinico” mi coglioni bonariamente, bravo! Questo mi piace.
Però parli della tua esperienza di connessione attraverso la donazione del sangue, ed è meglio spiegarsi su questo, perché possiamo sperimentare una connessione con la natura nel suo insieme, solo se i nostri sottosistemi “mente” “corpo” sono in perfetto equilibrio e armonia.

Esempio pratico di “yoga della donazione del sangue”:
tempo fa’, molto tempo fa’ feci uno screening generale e mi prelevarono tre provette di sangue, la mia mente era sgombra.
No ansia, no progetto, no aspettativa, solo osservare e percepire.
Sanitari frettolosi e tesi, aghi freddi e laceranti, uno dei pochi momenti in cui puoi percepire la circolazione sanguigna, senti la pressione che trova uno sfogo, mentre si avvicendano le provette sento l’energia abbandonarmi, svanire, come neve al sole.
Alla terza provetta si sono fermati, meglio.
La quantità rispetto alla donazione era irrisoria, ma gli effetti sul mio sistema notevoli, un sacco vuoto, inebetito, disconnesso totalmente con l’ambiente circostante, poca energia.
Per connetterci abbiamo bisogno di tanta energia, no poca, già una semplice cattiva digestione altera notevolmente il tuo equilibrio psicofisico, figurati mezzo litro di sangue.

Quello che tu descrivi è un’idea della connessione, un ideale, un grande ideale se vuoi, ma un’illusione, distante dalla realtà che viveva il tuo sistema “mente-corpo”, ti sentivi “connesso” perché hai una profonda convinzione che la “medicina” possa salvare vite umane.
Questa si chiama gratificazione.
Nulla a che fare con lo yoga

E’ un processo interiore, non richiede l’attenzione degli altri, anzi, gli altri creano aspettative e noi le rincorriamo, sciocchi.

Sai troppe cose Epicuro, posteggia il camion, porti a spasso ferraglia inutile, viaggia leggero

Ciao
linguetta


Attieniti ai fatti, non lasciarti sedurre o irretire da concetti e giudizi preconfezionati da altri.
Attieniti ai fatti e poi agisci di conseguenza.

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#3 2009-02-05 20:08:33

Epicuro
Iscritto
Registrato: 2008-08-08
Messaggi: 73

Re: Lo Yoga nelle cose fatte

Caro Magocispo, io non coglionavo nessuno in quel post, anzi mi sa che il coglione sono io perchè non ho capito se eri serio o autosarcastico affermando e proclamando la tua contrarietà alle donazioni di organi.

Io sono sicuro di essere connesso alla mia natura ogni volta che mi sento tale, e mi capita molto spesso nelle occasioni più diverse in ogni contesto della mia vita quotidiana, con pensieri e azioni.
Ho parlato della donazione di sangue come di una cosa qualsiasi, perchè per puro caso l'avevo fatta la mattina stessa, e mi pareva un argomento adatto alla discussione; se invece di quella cosa, quella mattina, ne avessi fatta un'altra, una delle tante cose che faccio lavorando e non solo, mi sarei sentito e sarei stato 'connesso' alla mia natura e a quella degli umani con cui interagisco non meno che se avessi avuto il tubetto attaccato.

Però, sdraiarsi e donare il sangue è tutta un'altra cosa. Non si tratta di chiacchiere o sensazioni, è un fatto. Vedere una sacca vuota riempirsi del proprio sangue in cinque minuti mentre sei lì che ti riposi e ti rilassi dolcemente di prima mattina e sapere che servirà alla salute di qualcuno, vederla allontanarsi da sè e salutarla dopo che i sanitari (tra l'altro, ma non è importante, tutte brave e simpatiche persone) hanno staccato ago e tubi, mi fa star profondamente bene perchè, come dire, sento di saldare, per quanto poco posso, un debito di salute che ho con chi è meno sano di me, con chi per sopravvivere ha bisogno di ciò che per me è superfluo.

Fisicamente io non sono niente di speciale, ma ti assicuro che dopo un salasso di mezzo litro me ne sto sdraiato qualche minuto a chiacchierare con l'infermiere e poi mi alzo, vado a far colazione doppia al bar dell'ospedale con i buoni che mi danno e comincio una giornata splendida. Anche fisicamente, sto benissimo, sono le mie giornate migliori.

Ho appena cominciato a donare sangue, ci sono arrivato tardissimo e per una via strana, ma che a quanto mi dicono tanto strana non è: ho fatto una straordinaria esperienza, la più bella della mia vita, due anni fa, quando mi è toccato il raro privilegio casuale di essere il prescelto per una donazione eterologa di midollo osseo. La mia prima operazione in anestesia generale, la mia prima entrata in ospedale, e proprio perchè ero perfettamente sano! Se vuoi te la racconto, magari in un diverso thread di questo forum; è a quella che mi riferivo quando, in altra sede, scrivevo di essere "entrato in ospedale, ma la cura ero io". Ti assicuro, è una sensazione molto particolare e meravigliosa, difficile da raccontare e non è una sensazione e basta: è un fatto.

Prima dell'operazione mi hanno prelevato parecchio sangue per l'autotrasfusione, (700cc in due volte, a distanza di tre giorni) e poi mi sentivo bene, persino meglio... Di seguito a ciò, e soprattutto di seguito all'espianto, mi è parso naturale cominciare a donare il sangue, è una cosa da nulla e mi dispiace non aver cominciato prima, non essermene accorto prima.

Non m'importa della gratificazione, nè delle definizioni dello yoga, ma m'importa se posso essere, nei fatti, la persona giusta al posto giusto nel momento giusto. Forse è questo che mi fa essere quasi sempre 'connesso': che io mi faccia espiantare il midollo o che io ripari un impianto tv posso comunque essere nei fatti quello giusto, al posto giusto, nel momento giusto. Sarà Yoga? Boh.

Non ho la 'profonda convinzione' che la medicina possa salvare vite umane: lo constato, come constato che altre volte invece ne ammazza. Ma se la medicina ha bisogno di un pezzo di ricambio per fare un tentativo di salvataggio e io ho quello giusto, glie lo dò! E a maggior ragione se, come nel caso del midollo, quel pezzo non originale ma altamente compatibile che serve a salvare una specifica persona ce l'ho solo io!

E poi sì, che viaggio leggero... smile

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#4 2009-02-10 15:27:33

magocispo
Moderatore
Registrato: 2007-07-21
Messaggi: 222

Re: Lo Yoga nelle cose fatte

"Non un granello di polvere

a turbare il chiarore del crisantemo bianco"


Leggendo ciò che scrivi, questo mi è venuto in mente.

Dici bene, fanculo le definizioni dello yoga, una volta che lo definisci, lo delimiti anche, e quindi limiti.
Non più spontaneo, non più yoga.

Nulla della tua visione condivido, ma nulla posso replicare, posso solo ringraziarti per averci fatto intravedere le fattezze di una persona vera.

Storie di donazione di Sè sono alquanto rare, se vuoi renderci partecipe grazie, se no, grazie comunque, visto che nonostante le mie invettive e provocazioni ci hai parlato di te.

Ciao ciccettino!


linguetta


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#5 2009-04-20 22:31:33

Afrodite
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Registrato: 2007-11-01
Messaggi: 69

Re: Lo Yoga nelle cose fatte

Ma..cosa significa yoga? Scusate l'ignoranza...

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#6 2009-04-21 15:28:10

Epicuro
Iscritto
Registrato: 2008-08-08
Messaggi: 73

Re: Lo Yoga nelle cose fatte

Magocispo ci dice che "qualunque cosa fatta con consapevolezza e attenzione è yoga." Mi pare una bella definizione, a partire dalla quale si può valutare l'intero scibile. Tuttavia, io penso che "qualunque cosa fatta con consapevolezza e attenzione è normale, umana". Dovremmo, penso, preoccuparci di riportare alla normalità ciò che Yoga evidentemente non è, più ancora che preoccuparci di definire con (impossibile) precisione cosa sia 'Yoga'.

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