Il forum di ERMES

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#1 2008-01-23 20:48:09

jester
Iscritto
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Cannabis terapeutica

Argomento controverso e dibattuto specialmente per considerazioni economiche e politiche, e appunto per questo quasi sconosciuto.

I grandi mass-media istituzionali ben se ne guardano dal fare non dico buona informazione, ma anche solo informazione, eccetto qualche raro e coraggioso caso (Report Raitre).

Ho trovato questo video interessante, che ben si concilia con l'impronta del forum, le storie delle persone.


http://www.medicalcannabis.it/mainpage. … mp;do=news

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#2 2008-01-23 21:48:48

Melusina
Moderatore
Registrato: 2007-08-10
Messaggi: 333

Re: Cannabis terapeutica

jester ha scritto:

Argomento controverso e dibattuto specialmente per considerazioni economiche e politiche, e appunto per questo quasi sconosciuto.

I grandi mass-media istituzionali ben se ne guardano dal fare non dico buona informazione, ma anche solo informazione, eccetto qualche raro e coraggioso caso (Report Raitre).

Ho trovato questo video interessante, che ben si concilia con l'impronta del forum, le storie delle persone.


http://www.medicalcannabis.it/mainpage. … mp;do=news

...non riesco ad aprire il video.... proprioio


I giorni vengono distinti fra loro, ma la notte ha un unico nome.
Elias Canetti

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#3 2008-01-24 12:47:32

Melusina
Moderatore
Registrato: 2007-08-10
Messaggi: 333

Re: Cannabis terapeutica

Dal lavoro l'ho aperto...cavoli...io ho un'amica che soffre dall'età di 14 anni di questa malattia. Ora ne ha 36 ed è letteramente "imprigionata" nel suo corpo. Non parla più, è rigidissima e sempre a letto.

Non capisco sinceramente quale sia il problema...cos'ha di diverso dagli altri questo farmaco? Cos'è un tabù?  noncredosai  noncredosai  noncredosai


I giorni vengono distinti fra loro, ma la notte ha un unico nome.
Elias Canetti

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#4 2008-01-25 12:43:19

jester
Iscritto
Registrato: 2007-11-02
Messaggi: 53

Re: Cannabis terapeutica

Il video si apre con media player

Per quanto riguada la distribuzione del sativex penso sia qualcoa di molto più complesso di un tabù, i tabù li hanno gli individui, quà stiamo parlando di istituzioni che si muovono secondo logiche di profitto, sia esso economico che politico.

Le aziende farmaceutiche non hanno interesse a proporre farmaci efficienti e senza effetti collaterali, sono appunto questi che gli offrono enormi profitti, visto che secondo statistiche per difetto circa il 70% delle patologie sono da considerarsi iatrogene, cioè provoate da cure mediche e farmacologiche.
La testimonianza di Stefano nel video è illuminante al riguardo.

Poi c'è l'aspetto politico, ed in questo caso le logiche sono di potere attraverso il consenso della popolazione, il governo è ufficialmente impegnato nella lotta alle droghe, tutte indistintamente vengono demonizzate tabacco compreso , il popolo è soddisfatto perchè gli viene fatto credere che le istituzioni si occupano della loro salute, si sente protetto e da consenso.

Sappiamo da tempo che la morfina è il più potente antidolorifico in uso, ma purtroppo viene letteralmente centellinata, parecchi pazienti affetti da sindromi dolorose soffrono inutilmente, ora si scopre che il THC contenuto nella cannabis ha un buon effetto sulla sclerosi multipla ed anche sull'epilessia, chi usa regolarmente la cannabis non ha più crisi epilettiche.

Sarebbe interessante sentire il parere di qualche sanitario specialmente sull'utilizzo della morfina come antidolorifico

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#5 2008-01-25 13:41:44

Stella
Amministratore
da: Schio
Registrato: 2006-11-21
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Re: Cannabis terapeutica

jester ha scritto:

Sappiamo da tempo che la morfina è il più potente antidolorifico in uso, ma purtroppo viene letteralmente centellinata, parecchi pazienti affetti da sindromi dolorose soffrono inutilmente, ora si scopre che il THC contenuto nella cannabis ha un buon effetto sulla sclerosi multipla ed anche sull'epilessia, chi usa regolarmente la cannabis non ha più crisi epilettiche.

Sarebbe interessante sentire il parere di qualche sanitario specialmente sull'utilizzo della morfina come antidolorifico

...io non sono medico ma ricordo bene un mio prof anestesista che ripeteva "ragazzi la morfina è un dono di Dio" e lo diceva con una tale convinzione e coinvolgimento parlandoci di malati terminali che ho compreso in pieno cosa intendesse.

Quando mia nonna ha raggiunto la fase finale del cancro solo la morfina la calmava e la faceva dormire. E ricordo anche quella volta che andai in farmacia per prenderla e mi fecero il terzo grado dandomene solo una scatola.

Per la cannabis vale la stessa cosa... troppo potente e semplice...troppo in contrasto con la paura dello "sballo" che imperversa: dobbiamo stare ancorati per produrre e consumare..possiamo mica perderci via...rischieremmo di capire che la realtà che viviamo, le vite che conduciamo sono "manipolate" da esperti in ogni ambito.

Guai al paziente che dice: quella cosa mi fa bene e la voglio! Si è premesso il libero pensiero 
sballato  sballato


"La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza".
Albert Einstein

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#6 2008-02-20 17:45:15

jester
Iscritto
Registrato: 2007-11-02
Messaggi: 53

Re: Cannabis terapeutica

Melusina ha scritto:

Non capisco sinceramente quale sia il problema...cos'ha di diverso dagli altri questo farmaco? Cos'è un tabù?  noncredosai  noncredosai  noncredosai

Penso sia praticamente impossibile dare risposte certe e definitive, dato l'intreccio inestricabile di interessi in palio.

Vediamo cosa dice il Dottor Lester Grinspoon autore di ricerche e pubblicazioni sull'argomento:


"I suoi libri (Marihuana Reconsidered, The Forbidden Medicine, An Old Medicine Of The Future) hanno cambiato il modo di pensare la cannabis. La sua opera di assistenza dei pazienti, di divulgazione delle conoscenze scientifiche e di raccolta di casi clinici rappresenta un punto di riferimento essenziale per l'intera comunità scientifica. Medico psichiatra e professore dell'Università di Harvard, Lester Grinspoon è una della massime autorità in campo scientifico per quanto riguarda l'impiego terapeutico della canapa, di cui si occupa da più di trent'anni attraverso studi, ricerche e pubblicazioni che godono di fama mondiale.

Secondo Grinspoon "esistono notevoli ostacoli legati all'impiego consentito della canapa a scopo terapeutico in un contesto politico di proibizione di qualsiasi altro uso. Limiti e restrizioni di natura burocratica ne farebbero una sorta di campo minato. Quali sarebbero innanzitutto i criteri per distinguere gli usi consentiti da quelli vietati? Ritengo, ad esempio, molto improbabile che il governo federale consenta l'utilizzo della marijuana nella sindrome pre-mestruale, nonostante molte donne ne facciano uso. Ci potrebbero essere medici che prescrivono l'impiego della marijuana per finalità ufficialmente non consentite".
"Come avverrebbe poi il controllo sul prezzo? - si chiede Grinspoon - Un costo elevato costituirebbe una forte spinta verso il mercato nero o l'autoproduzione, mentre un prezzo troppo ridotto potrebbe generare un assedio dei pazienti per ottenere le ricette dai medici. Esiste poi negli Usa un numero astronomico di lavoratori sottoposti al test delle urine: come sarebbe possibile distinguere chi ha consumato marijuana per una finalità considerata legittima da chi invece ne ha fatto uso secondo una modalità ritenuta illecita?".

LA RETROMARCIA DEL GOVERNO USA

Intanto l'attivismo legato alla medical marijuana è in fermento: negli Usa esiste, da circa 20 anni, un fortissimo movimento d'opinione legato all'uso medico della cannabis, ma segnali importanti giungono anche dall'Europa. In Inghilterra è appena iniziata la sperimentazione dell'uso di hashish per curare la sclerosi multipla (il progetto durerà tre anni e coinvolgerà 660 pazienti), mentre in Germania sei pazienti malati di Hiv, sclerosi multipla ed epilessia hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale per il riconoscimento della cannabis come farmaco.
"Lo stesso governo federale statunitense - continua Grinspoon - aveva approvato l'uso medico della marijuana, istituendo nel 1976 il Compassionate Investigational New Drug Program, in virtù del quale i medici avevano la possibilità di prescrivere liberamente la cannabis ai pazienti iscritti al programma. Il Compassionate IND Program è stato definitivamente sospeso nel 1992, con la motivazione ufficiale, fornita dal responsabile del Servizio Pubblico di Sanità, James O. Mason, che la somministrazione di marijuana fosse percepita dai cittadini come un segnale negativo. Inoltre, sempre secondo O. Mason, non esisterebbero prove circa le capacità terapeutiche della cannabis nella cura delle persone in AIDS". Il governo Usa sta attualmente somministrando la marijuana a 8 pazienti già inclusi nel vecchio programma attraverso una propria azienda agricola che si trova nel Mississippi; di fronte però alla necessità di coprire la richiesta di migliaia di pazienti si porrebbero nuovi problemi: chi nella pratica dovrebbe produrre la sostanza? Se la produzione e la distribuzione venissero appaltate, i coltivatori dovrebbero costruire delle recinzioni di sicurezza intorno ai campi? La distribuzione dovrebbe seguire il normale circuito delle farmacie? Ed in quale modo queste ultime dovrebbero conservare il prodotto?

PROPRIETÀ DELLA CANAPA

La canapa, già presente nella farmacopea occidentale alla metà del 1800, è stata prescritta dai medici fino agli inizi del secolo; il suo impiego come lenitivo, analgesico e ipnotico è stato progressivamente sostituito da barbiturici ed aspirina. Come ha ricordato Grinspoon, "non è mai stato registrato un singolo caso di morte dovuto a intossicazione da marijuana; al contrario, un farmaco universalmente ritenuto innocuo come l'aspirina provoca, ogni anno, da mille a duemila vittime solo negli Stati Uniti". La letteratura scientifica ha identificato 30 patologie in cui viene indicato l'uso della canapa a scopo terapeutico, tra cui cancro, AIDS, glaucoma, sclerosi multipla, effetti collaterali della chemioterapia (nausea e vomito), emicranie e dolori mestruali.

Successivamente è stato analizzato il recente rapporto dell'Istituto di Medicina dell'Accademia Nazionale delle Scienze, che, sebbene commissionato dallo zar antidroga americano Barry McCaffrey, ha parzialmente disatteso le aspettative governative, riconoscendo la validità terapeutica della canapa. Ad analoga conclusione era giunto il rapporto della Camera dei Lords inglese, reso pubblico al termine del 1998. La soluzione che viene proposta nel rapporto dell'Institute of Medicine è stata definita da Grinspoon "la farmaceutizzazione della cannabis, cioè la prescrizione di cannabinoidi singoli, isolati, sintetici, affini a quelli naturali". Secondo il professore americano, "questo è, secondo il rapporto, l'unico possibile futuro della marijuana come farmaco, e cioè l'impiego dei singoli componenti sotto forma dei loro derivati chimici. L'obiettivo delle sperimentazioni di marijuana non è dunque consentirne l'uso nella sua forma naturale, ma permettere la prescrizione dei singoli cannabinoidi derivati, tra cui il tetraidrocannabinolo (THC), il cannabinolo e l'ultimo ritrovato, il decanabinolo". Quest'ultimo, recentemente sviluppato dai ricercatori israeliani della Pharmos Corporation, è un farmaco sintetico non psicotropo, chiamato appunto decanabinolo o HU-211, che può essere somministrato per via endovenosa a pazienti in stato di incoscienza colpiti da sindromi celebrali, ictus o in coma, dunque non in grado di assumere la sostanze inalando o fumando. In genere, tali pazienti soffrono della cosiddetta "doccia di glutammato" ed il decanabinolo previene la morte delle cellule riducendo proprio la quantità di glutammato presente in eccesso all'interno dell'organismo.

MARIJUANA IN FARMACIA?

Gli enormi costi di sviluppo rendono incerta la questione dell'interesse da parte delle aziende farmaceutiche ad investire sulla cannabis come farmaco. "Molte aziende farmaceutiche - spiega Grinspoon - sono contrarie all'uso terapeutico della canapa perché la marijuana è in grado di sostituire farmaci estremamente più costosi. Inoltre esiste la possibilità di sviluppare antagonisti dei cannabinoidi in grado, ad esempio, di ridurre l'appetito senza effetti collaterali tossici e quindi dal potenziale profitto elevatissimo. Sembra però poco probabile che i singoli componenti sintetici risultino più utili e lucrativi della cannabis naturale, dato che questa già contiene i composti e le loro combinazioni da cui vengono ricavate le sostanze sintetiche. Il THC sintetico commerciale (Marinol) è disponibile sul mercato dal 1985 ma i pazienti preferiscono la sostanza naturale per ragioni di prezzo ed efficacia, nonostante la legge e i rischi legati al mercato nero. In definitiva il successo commerciale di qualsiasi prodotto cannabinoide dipende fortemente dall'applicazione più o meno rigida dell'attuale regime di proibizione".

http://www.narcomafie.it/default.htm

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#7 2010-05-01 20:16:34

francescaneri
Iscritto
Registrato: 2010-05-01
Messaggi: 1

Re: Cannabis terapeutica

jester ha scritto:

Argomento controverso e dibattuto specialmente per considerazioni economiche e politiche, e appunto per questo quasi sconosciuto.

I grandi mass-media istituzionali ben se ne guardano dal fare non dico buona informazione, ma anche solo informazione, eccetto qualche raro e coraggioso caso (Report Raitre).

Ho trovato questo video interessante, che ben si concilia con l'impronta del forum, le storie delle persone.


http://www.medicalcannabis.it/mainpage. … mp;do=news

Oggi giorno è inutile scandalizzarsi di uno che coltiva la marijuana, ci sono intere aziende che producono semi di canapa per poi commercializzarli, senza andare troppo lontano basta fare un giro per la rete e si trovano siti come questo:

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