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Perineo e dintorni
Percezione vaginale e piacere

 

PERCEZIONE VAGINALE E PIACERE

 

 

La vagina come organo di percezione?...ci avevate mai pensato?

Eppure è così... lo sapevano bene i taoisti che consideravano la percezione e l'attivazione della muscolatura vaginale un mezzo per aumentare l'energia sessuale e quindi l'energia vitale.

Che la libido sia il motore delle nostre azioni lo diceva certo Freud ma prima di lui, molto prima di lui, nelle culture dove l'ars erotica era una  via di ascesa verso stati della coscienza sempre più sublimi, la percezione della ioni era fondamentale. La ioni si..ci avete mai pensato? Nella nostra cultura abbiamo vulva e vagina ma non esiste un termine non volgare nè popolare per denominare l'organo sessuale femminile. Patata, farfallina, o Jolanda in versione comica sono i più simpatici nomignoli ma  il nome della rosa non c'è!

 

Vorrei proporvi un modo semplice e piacevole per iniziare a percepire i vostri muscoli vaginali.

Il primo strato di muscoli si situa nell'area che va dal clitoride alle piccole labbra anteriormente circondando  la vagina, e posteriormente circonda l'ano. Il tutto crea la forma di un otto, guarda caso simbolo dell'infinito!

 

Assumete una posizione comoda e inserite il cono all'entrata vaginale.

Immaginate che la vostra ioni sia una bocca e contraendo ritmicamente la muscolatura provate a "masticare" il cono.

State lavorando con il muscolo bulbo cavernoso che ha strette connessioni con i corpi cavernosi del clitoride. Ciò affina e aumenta la percezione sessuale.

 

Ora inserite il cono un po' più all'interno e ricercate una contrazione risalente: pensate all'azione di risucchiare.  Se volete potete tenere una mano sul filo in modo da percepire il suo spostarsi verso l'interno.

 

 

Infine inserite il cono vaginale  più in profondità, un po' come si fa con gli assorbenti interni. Siete nel territorio dell'elevatore dell'ano, muscolo che fa da pavimento alla pelvi. Grazie ad esso utero vescica e retto hanno un sostegno.

Inspirate ed espirando portate visualizzate la parte vaginale più profonda, a contatto con il collo dell'utero: contraete la vagina dall'esterno all'interno sempre più  in profondità fino quasi a percepire un'attivazione del basso ventre, zona sovra pubica.

Questo muscolo entra in gioco nella fase orgasmica rendendo l'orgasmo più vaginale. Tonificarlo significa migliorare la qualità del proprio orgasmo.

E scusate se è poco...

 

per saperne di più sui  CONI VAGINALI

 

 

 
Il perineo femminile

Il Perineo femminile

Area misconosciuta, mistifica, martorizzata.

Fra la vagina e l'ano.  Ma molto dentro... a contatto con le viscere.

Ha forma di 8: simbolo dell'infinito.

Avvolge la parte più intima di noi, proteggendola, sensibilizzandola.

Può contrarsi..per timore o per piacere.

Può rilassarsi..per accogliere e lasciar andare.

Può risvegliarsi: con un partner che ci ama.

Può addormentarsi: per noia, pigrizia..per smettere di percepire.

Sostiene gli organi pelvici: è un pavimento.

Abbraccia e accompagna un figlio che  nasce.

Risucchia e calamita verso il nostro profondo... il pene ma molto più l'uomo che ci sente davvero.

Rifiuta prima che decidiamo di rifiutare.

 Accoglie anche quando non vorremmo razionalmente più accogliere.

Perineo: territorio da scoprire.

Conoscerlo non è difficile...

Accovacciati donna
e senti la terra
le radici
la matrice
l'origine
la forza
..la stabilità.

Accovacciati donna...
e respira.....

donna accovvaciata.jpg

In forma evocativa uno spunto di riflessione. C'è una parte di noi che ci è stata espropriata fin da bambine. Non l'abbiamo guardata né toccata abbastanza per poterla conoscere.

Spesso ci siamo rese conto della sua esistenza dopo un parto o un intervento chirurgico o ci è stata presentata come privilegio di orientali in grado di fare prestazioni da circo fumando e lanciando palline con la vagina.

Quest'area è estremamente sensibile e modificabile. Ci dicono che basta contrarla per tonificarla ma non è cosi. Ci dicono che per allenarla e non diventare incontinenti basta bloccare il getto di urina ma non è così. Anzi questa pratica può provocare infezioni alle vie urinare.

Nessuno ci dice che spesso è invece contratta e impaurita. Che è violata in mille diversi modi e ne paga lo scotto. Che basta una visita brusca per fermare la dilatazione durante un travaglio.

Che un rapporto sessuale non graduale ne causa microlesioni.

Nessuno ci invita a percepirla nella sessualità ma si preferisce asetticamente dire:"Stringa signora mentre lava i piatti!".

Eppure questa zona si rende accessibile in posizione accovacciata se  si respira a fondo: si sente un rilassarsi e un aprirsi dell'infinito otto.

In posizione accovacciata da millenni si partorisce... si fa l'amore... si evacua e si urina.

In posizione accovacciata siamo vicine alla terra. I nostri muscoli si allungano e si distendono attivandosi al meglio.  Come un elastico teso a sufficienza sono pronti a contrarsi.

E se vocalizziamo un "AHHHHHHHHHHHHHHHHH" durante il travaglio il nostro bimbo viene richiamato verso la terra e..nasce.

 
menopausa: una storia autobiografica

Una storia autobiografica...

 

"Ancora non mi considero in menopausa. Non riesco a usare per me questa parola che vorrebbe definirmi. Nel mio periodo fecondo parlavo forse di me come una donna mestruata? E allora, perché mai ora dovrei definirmi in menopausa? Preferisco dire a me stessa che non ho più le mestruazioni e questo dall'età di 44 anni. Già dai 42 cominciavo a saltare dei mesi, pensavo fosse lo stress di un lavoro che all'epoca mi causava parecchi problemi. Anche il mio ginecologo attribuiva tutto allo stress, e intanto mi chiedeva se avevo vampate, se ero aumentata di peso. Io mi sentivo tanti sbalzi di umore e una smania simile a quella che si attraversa nell'adolescenza, la voglia di essere liberi. Mi pesava la famiglia, la solita vita, la routine quotidiana. Mi piaceva la musica rock , che ascoltavo in macchina a tutto volume ( un rock spagnolo, gli "Heroes del silencio") o Loredana Bertè che cantava "Una storia sbagliata". Piangevo per niente e per niente ridevo o mi esaltavo. Avevo avuto l'ultimo figlio a 40 anni e leggevo che le gravidanze tardive ritardavano anche l'avvento della menopausa. Evidentemente io sono l'eccezione che conferma la regola. Non è stato semplice abituarmi all'idea che il mio corpo non fosse più fecondo. Avevo tre figli ancora piccoli, la più grande aveva 10 anni e cominciava a dare segni di preadolescenza. Ne ero spaventata; oggi penso che la mia " crisi di mezza età"sia stata anticipata per far sì che non cozzasse contro la crisi di adolescenza di mia figlia. Cerco di trovare il lato positivo della cosa.

Ho fatto sedute di kinesiologia, ricordo che il kinesiologo faceva compilare una scheda con il motivo della visita; la mia richiesta esplicita era di accettare il cambiamento. Avevo letto la psicanalista Marie-Louise Von Franz e mi era rimasta impressa una sua frase: se non accettiamo il cambiamento esso avverrà contro di noi, a nostre spese. Il ginecologo voleva prescrivermi la pillola per un po' di tempo, in modo da superare quella fase dei salti del ciclo per poi rivedermi più in là, quando il quadro clinico avesse permesso una diagnosi di menopausa o meno, ma io decisi di farmi i dosaggi ormonali, volevo sapere, volevo che il mio corpo seguisse la sua strada in libertà. Amenorrea o menopausa? Io volevo sapere. Quando ho letto la "sentenza"ormonale, mi sono pentita di aver voluto sapere. Quella parola scritta era ancora più inquietante, quel "meno" di cui si è persa l'etimologia rimanda semplicemente a una mancanza, a una menomazione. Si è qualcosa di meno, ci manca il potere riproduttivo, a che cosa serviamo? Cercavo con insistenza una risposta. Ho assunto per un certo periodo dei rimedi omeopatici," mulimen" e"ignatia", o quei prodotti con soya, vite rossa e quant'altro di cui sono piene erboristerie e farmacie (siamo pur sempre un grosso business), ma la mia vera "terapia sostitutiva" è stata:

a)entrare in me stessa e guardarmi

b) iscrivermi a un corso di danze popolari e sentire che il mio corpo era vivo e si muoveva con piacere al ritmo della musica

c) frequentare un corso di autostima femminile in cui ho conosciuto donne più giovani e più grandi di me e in tutte ho trovato bellezza

d) restare sempre in contatto con mio marito e i miei figli, pur nella difficoltà della mia situazione fisica e psicologica.

Ora ho 47 anni e cerco ancora, mi sento feconda più di quando i miei organi riproduttivi erano perfettamente funzionanti. Ho tentato di cambiare lavoro, non ce l'ho fatta, ma non mi arrendo; mi sono iscritta a una scuola di tre anni per diventare art-counselling, non so ancora bene cosa vuol dire, ma lo scoprirò. Continuo con le danze popolari, sento di voler coltivare il mio lato artistico (canto, chitarra), mi avventuro in nuovi progetti, ma a differenza di quando ero giovane, non provo più vergogna o imbarazzo nel fare le cose che non conosco, nel misurarmi, nell'osare. Ho acquisito forza e consapevolezza; in fondo si perde sempre qualcosa per guadagnare qualcos'altro, deve essere una legge fisica, anche se di fisica non ci capisco nulla. Io mi sento di averne guadagnato."

 

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Anatomia dell'apparato genitale femminile

  ANATOMIA DELL'APPARATO GENITALE FEMMINILE perineo per sito.jpg

1. Utero: ha circa le domensioni di una pera ed è costituito da numerosi strati di tessuto e muscolo. Lo strato interno, l'endometro, si ispessisce durante la prima fase del ciclio e poi si sfalda per venire infine espulso durante il ciclo mestruale. Lo strato successivo, il miometrio, è tessuto muscolare robusto che si si espande e si contrae ritmicamente durante l'orgasmo e il travaglio.

2. La cervice (o collo dell'utero): di forma cilindrica, connette l'utero con la vagina. Ha un'apetrura stretta che si allarga lievemente durante il flusso mestruale, ricoperta generalmente da muco (muco crevicale) che la protegge da infezioni. Nella fase ovulatoria il muco cambia non solo consitenza ma anche struttura per consentire la risalita dello sperma. Dopo la penetrazione e durante l'orgasmo la cervice si abbassa all'interno della vagina per consentire allo sperma di entrare più facilmente nell'utero.

3.  Le tube di fallopio: ve ne sono due, una a ogni lato dell'utero, entrambe connesse a un ovaio. Quando viene rilasciato, l'ovulo scende lungo le tube di Fallopio e raggiunge l'utero. Se durante il tragitto incontra lo sperma, può essere fecondato.

4.  Le ovaie: tali organi producono estrogeni e progesterone, contribuendo in tal modo alla produzione dell'ovulo. Alla nascita le ovaie contengono approssimativamente due milioni di ovuli. In età puberale il numero scende a 300.000; in menopausa ne rimangono poche centinaia, poichè la produzione di ormoni diminuisce.

5.  Radici del clitoride: sono le ali interne sessualmente sensibili del clitoride, che decorrono internamente lungo entrambi i lati della vagina, sotto le labbra.

6.  La vagina: è un canale di 7,5 centimetri di lunghezza che conduce alla cervice e all'utero In stato di riposo le sue pareti collassano.

7.  Il punto G: forse è un tessuto spugnoso che circonda l'uretra, forse la ghiandola di Skene, forse ancora è una ghiandola particolarmente erogena. O forse è solo un'invenzione.

8.  Il muscolo pubococcigeo: è un muscolo robusto che sostiene il pavimento pelvico e si contrae durante l'orgasmo.

9.  Gli sfinteri anali e il retto: sono due muscoli robusti che controllano l'ingresso anale. Il retto è un canale attraverso il quale vengono espulse le feci raccoltesi nel colon, una porzione intestinale situata più a monte.

 

 
Un po' di anatomia

La rubrica "Perineo e dintorni" si apre con brevi cenni di anatomia. Si cercherà di essere semplici ma non semplicistici. La complessità delle aree che andiamo ad incontrare mi induce a presentarvele a "strati" dandovi inizialmente delle conoscenze di base e portandovi un pò alla volta ad approfondire queste conoscenze. Il forum è poi il luogo ideale per chiedere chiarimenti, fare domande e proporre nuovi argomenti.

Vi aspetto!! Stella

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