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Circolo frontiere riabilitative
Manifesto

logo-fr.gifFenomenologia e Riabilitazione


Il Circolo “Nuove Frontiere Riabilitative” si è costituito a Padova nel 2005 ad opera di alcuni fisioterapisti, allo scopo di scambiare e condividere l’esperienza terapeutica.

Essi hanno intrapreso un percorso comune di sperimentazione su forme aperte di comunicazione orale e scritta a riguardo dell’esperienza terapeutica. Un assunto fondamentale è che l’esperienza stessa possa costituire il criterio e il metodo della conoscenza terapeutica.

Da ciò deriva la necessità di ridare centralità alla percezione, al vissuto, ai bisogni, agli scopi e progetti di vita delle persone, alla considerazione dell’atto terapeutico come contatto diretto e in costante divenire, all’accettazione della condizione di incertezza e coinvolgimento come sfida ineludibile, all’empatia e alla riflessione (personale e condivisa) come strumenti irrinunciabili della conoscenza pratica.

Gli strumenti concettuali e pratici per questo mutamento di prospettiva ci derivano dalle culture fenomenologiche in senso lato che hanno saputo rilevare la crisi del paradigma ingenuamente scientista, ponendo le basi per una emancipazione dell’esperienza dalla condizione di subordinazione e inibizione nei confronti delle scienze fisiche e biomediche. L’importante ruolo che va riconosciuto alla conoscenza scientifica non risolve e non esaurisce il problema della conoscenza, e il modello della “Evidence-Based Practice” si rivela insufficiente da solo a guidare una esperienza terapeutica irriducibile per sua natura ai rigidi schemi di categorizzazione dei problemi e di pianificazione per protocolli terapeutici.

Serve un nuovo modello metodologico di conoscenza, riscoprendo quella conoscenza coinvolta, da sempre relegata al rango di fenomeno privato e non degno di comunicazione pubblica. Di essa abbiamo oggi più che mai bisogno, per riscoprire il contatto con la radice viva del nostro essere terapeuti. Riteniamo che i tempi siano maturi perché questa prospettiva venga condivisa con i colleghi, proponendo alcune esperienze formative che sono innanzitutto un’occasione per realizzare la comprensione del sentire, la costruzione riflessiva e dialogica della conoscenza, l’esposizione a nuove frontiere culturali.